NOTIZIE DA BANCA MARCHE

Torno, come promesso, e come doveroso per la ns comunità, sul tema Banca Marche.

Non concordo con chi si dichiara entusiasta di questo tipo di salvataggio della Banca Marche. Si sono scaricati errori e ruberie su pochissimi cittadini, e alle banche si sono lasciati molteplici profitti, odierni e futuri. Impossibile fare un unico articolo sulla questione. Ecco una prima “pillola”.

 

 

Tanto ebbe inizio nel 2009, quando Banca delle Marche venne premiata come miglior banca di dimensioni medie in Italia. Era una banca modello, quindi molto “corteggiata”. Le azioni si scambiavano a circa 2,60 €. Circolavano voci  di acquisto da parte di BPER e/o CREDIT AGRICOL e altri istituti bancari per 3,00 € ad azione. BDM serviva per ripianare i buchi di una banca più grande, lo aveva deciso Banca di Italia. Una immediata reazione da “borgatari”, in parte disonesti ed in parte non all’altezza dei tempi, portò le fondazioni di Pesaro, Iesi e Macerata, a litigare tra loro, e a non voler vendere la banca. La cosa scatenò la reazione dei “potenti di turno” e di Banca d’Italia che aveva interesse ad aiutare i grandi. Furono quindi inseriti manager d’assalto, quelli che oggi sono stati pesantemente sanzionati dalla Consob. Il loro mandato fu duplice: poter lucrare personalmente come la magistratura sta facendo emergere (la loro ricompensa occulta oltre agli enormi benefit d’ufficio), e affondare la Banca rea di aver rifiutato offerte dei potenti. Quegli stessi potenti che oggi BDM se la prenderanno gratis, e guadagneranno in crediti di imposte e in immobili presi al 20% delle stime del 2010. La politica, a tutti i livelli, fece prima l’errore di guardare immobile, poi mostrò la piena complicità non muovendo un passo per sanare la cosa. A mettere il suggello all’operazione, ci ha pensato in 15 minuti, domenica scorsa,  il governo Renzi con i suoi statisti, che stuprando l’articolo 47 della Costituzione, hanno emanato un decreto peggiore del “bail in” vigore dal prossimo gennaio. Hanno scaricato ruberie e falsità passate sugli azionisti pesaresi e marchigiani, scippandoli di tutto. Questa è la vera storia di Banca Marche, delle sue azioni e obbligazioni, completamente diversa nel suo epilogo dalla questione Monte dei Paschi di Siena, dove lo Stato si fece carico del tutto; perché? I primi di novembre 2015 il Tribunale dell’Unione Europea ha stabilito che tre miliardi di aiuti di Stato della Germania, alla HSH Nordbank fossero legittimi e compatibili con il mercato. Agli azionisti pesaresi rimane il megafono  delle biciclette, della musica, delle candele, di Rossini, e il rombo delle vecchie moto; tutti elementi bellissimi che, in quanto contestuali alla vicende di Banca Marche, ci portano ai vertici della demenzialità Italiana. La prova del nove? L’ intervista sul tema di Ilaro Barbanti e i due anni infruttuosi dei commissari di Banca d’Italia. Pesaro città in mezzo al guado, disse con saggezza il vescovo Bagnasco tempo fa.

Luca Acacia Scarpetti (vice segretario reg.le IDV)

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Ieri sera a Piazza Pulita, TV LA 7.

Intervista a Hillary Clinton sull’ISIS che in viva voce dichiara:

“L’ ISIS è cosa nostra che ci è sfuggita di mano”.hillary

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Banca Marche: se ne occupa il “Fatto Quotidiano”. Sembra un racconto dell’horror!

Franco D’Angelo è indagato dalla procura di Ancona nell’ambito dell’inchiesta sul crac dell’istituto, che rischia però di andare in prescrizione. E Bankitalia non si è mossa quando la Consob ha autorizzato l’aumento di capitale del 2012, nonostante avesse rilevato uno “scadimento della qualità del portafoglio” e chiesto di sostituire l’allora direttore generale.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/17/banca-marche-il-sindaco-revisore-che-faceva-mutui-a-gettone-5-a-prestito/2133002/

 

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Frane e dissesto: forse ora approveranno mia proposta di legge!

Il Prefetto di Pesaro ha giustamente lanciato un allarme idrogeologico, qualche giorno fa. Ho risposto così, dicendo la verità!

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Gentilissimo Prefetto di Pesaro,

si chiama Fabio Badiali, e sino a poche settimane fa era consigliere regionale come me. Era presidente della Commissione agricoltura ed è stato l’uomo che, dispiace dirlo, ha bloccato quello che Lei giustamente oggi sta invocando: una legge che contenga norme di polizia rurale. Erano tutti d’accordo, tecnici Anci, tecnici Upi, tecnici regionali e provinciali (ho le trascrizioni delle sedute di commissione), ma Badiali riuscì, violando anche i vari regolamenti, a non portare al voto il provvedimento. Un amico del Pd mi disse che quel disegno di legge aveva un grosso difetto: l’avevo presentata io. A parte queste miserie umane, la ringrazio per il suo giusto monito, perché mi trasmette la forza di ripetere l’appello. La legge è pronta, necessaria e urgente. Giace negli uffici della Regione ed è scaricabile dal mio sito. E’ l’esatta traduzione in norma di un regolamento provinciale, frutto di anni di mediazioni tra decine di soggetti. Spero che un consigliere regionale di oggi l’adotti e la presenti; spero ancor di più lo faccia la giunta ed il suo presidente pesarese. Il dissesto idrogeologico, come ebbi a dire a suo tempo è, e sarà sempre di più, la vera emergenza sociale ed economica dei prossimi periodi. Il dissesto idrogeologico è come una carie dentaria, ogni giorno perso per curarla, equivale ad una sua avanzata, con future necessarie risorse sempre maggiori per risanarla Si parla tanto di agricoltura come settore del futuro, ma chi lo fa non sa neanche che cos’è l’agricoltura. Per non parlare poi della mancanza dei cantonieri pubblici, una vera “piorrea”. Umiltà, concretezza e cambiamento erano gli slogan di tutti  nella recente campagna elettorale; aspettiamo fiduciosi.

Luca Acacia Scarpetti Vicesegretario regionale IDV

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Riforma Costituzionale

Dicono che con la riforma Costituzionale il paese uscirà dalla crisi. Io sono convinto che con queste riforme, il paese nella sua crisi ci “morirà”! Sarò comunque il primo a chiedere scusa dovessi sbagliarmi. Loro, dovessimo aver ragione noi, che faranno? (07/10/2015)riforma

Qualche giorno fa scrissi (vedi sopra) che la riforma costituzionale in via di approvazione (ora approvata), avrebbe portato il paese sul baratro, purtroppo, e che avrei chiesto scusa a tutti, nel caso mi fossi sbagliato. Non pensavo di avere nel giro di poche ore, la prima prova del fatto che non mi sbagliavo. Ieri è stato arrestato il vice presidente della Regione Lombardia per tangenti. Oggi con la riforma approvata, il Consigliere Regionale avrebbe goduto dell’immunità, e se ne starebbe ancora nella sua bella villa Milanese, ristrutturata gratis in cambio di appalti pubblici!

Luca Acacia Scarpetti

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La mia proposta per le attività di danza alla “Palla”

Sono pienamente d’accordo con la giunta comunale sul fatto di investire delle risorse pubbliche per dare una risposta agli appassionati del ballo in special modo del liscio. In città non v’e’ più nessun luogo ove poter usufruire e offrire ai turisti un luogo ove ballare. Sono pure d’accordo sul fatto di adibire il piazzale della Libertà a tale finalità. Quello che mi sento di suggerire e che l’investimento lo farei sul lato mare, non sulla parte di piazzale oggi già utilizzato e già di recente ristrutturato, quella verso la città. Penso ad una terrazza sull’acqua raccordata con armonia al piazzale, per offrire un nuovo belvedere ai cittadini, spostare il rumore della musica di almeno 100 mt rispetto a dove si suona oggi. Sicuramente costa qualcosa in più dei 300.000 € previsti, ma se si investono 1,4 ml di € per 4 campi da boccie in via dell’Acquedotto, e se si libereranno 30 mln di € con le annunciate fusioni e unioni, perché non essere più lungimiranti e lasciare un tocco indelebile sul lungomare, chè è lo specchio della città turistica? Nessun scimmiottamento o brutta copia della rotonda di Senigallia o del Missisipi di Gabicce, una semplice terrazza sul mare, per una riqualificazione vera dell’area e una zona dedicata principalmente al ballo e concerti.

 

Luca Acacia Scarpetti(vice segretario regionale IDV)ballo

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Trasmissione le Iene e mia attività in consiglio regionale.

Ieri sera alla trasmissione le Iene, si è parlato di malasanità all’ospedale di Pesaro http://www.video.mediaset.it/…/golia-frodare-la-sanita_5620…. Da consigliere regionale sollevai la questione almeno tre volte, presentai precise interrogazioni mozioni (consultabili nel sito), tutte cadute nel vuoto. A Pesaro cadono nel vuoto le denuncie regolarmente presentate con avvocato, figuriamoci il resto. Adesso Ceriscioli che farà? Prenderà la Dott.ssa Capalbo a capo dell’azienda Marche Nord, visto che da capo dell’Asur era responsabile di quanto visto ieri sera in TV?

Luca Acacia Scarpetti goria

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RISTORANTI IN SPIAGGIA? ECCO PERCHè è UN ERRORE.

Amministrare significa pensare a tutti, in maniera equa e solidale!
Ecco la mia opinione sulla ristorantequestione piano spiaggia, bagnini e ristoranti.

A chi non piacerebbe cenare in spiaggia? Ve lo dice uno che nel 2000 riuscì a far tornare le famose feste da ballo in spiaggia (con il voto contrario del ns sindaco attuale). Le condizioni allora però erano ben diverse: in città non c’era un luogo ove poter ballare, e bisognava dare una risposta ai giovani. Oggi pensare di concedere ai bagnini di poter fare un vero ristorante, è una follia. Si ucciderebbe definitivamente il tessuto commerciale esistente, viale Trieste chiuderebbe per lutto, tutte le attività fisse soffrirebbero sino a mettere in pericolo la loro sopravvivenza, lasciando il deserto per i nove mesi non estivi. I bagnini non hanno bisogno di fare anche un ristorante, già quella licenza che hanno è uno sfregio al commercio e ai ristoratori fissi. I bagnini hanno bisogno di acqua pulita e sabbia per i loro ombrelloni. Bisogna far arrivare in battigia i milioni di mc di sabbie bloccati dalle dighe, bisogna completare gli allacci delle fogne al depuratore, operazione fatta da tutti i comuni limitrofi da oltre 20 anni, bisogna costruire porti che non blocchino il movimento delle sabbie.  Per fare questo però non servono annunci, boutade, e proclami. Non basta neanche accendere una pur simpatica candela. Bisogna lavorare sodo e saper cosa fare, con tecnici seri e competenti. Come concedere poi di realizzare nuovi volumi in spiaggia, in vigenza dell’articolo 32 del PPAR? Cara giunta comunale, ripensate attentamente alle vs scelte, a volte le buone idee costano poco, solo un po di umiltà.

Luca Acacia Scarpetti (IDV)

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Ecco da dove provengono le sabbie nella parte terminale del porto di Pesaro. Basta leggere l’interrogazione presentata in consiglio regionale il 5 maggio 2015.

portoDal sito Vivere Pesaro del 5 maggio 2015.
Interrogazione presentata dal consigliere regionale Luca Acacia Scarpetti, con carattere di urgenza, circa la recente problematica dell’insabbiamento del porto di Pesaro, nella sua parte terminale e non al suo ingresso.
Se prima era un forte dubbio, la recente certificazione Arpam non pone più interrogativi: vengono dal fiume Foglia, e non poteva essere diversamente, i limi che hanno insabbiato la parte terminale del porto di Pesaro.

La domanda ora però sorge spontanea: perchè in oltre 200 ani di vita del porto e del canale Albani non era mai successo prima? Le motivazioni sono quelle di cui all’interrogazione presentata, su cui chiedo verifica tecnica alla giunta. Si parla infatti di milioni di euro di danni, che qualcuno dovrà risarcire.

OGGETTO: Insabbiamento parte terminale porto di Pesaro

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA E ORALE CON CARATTERE DI URGENZA
ad iniziativa del Consigliere regionale Luca Acacia Scarpetti GRUPPO CONSILIARE IDV

Premesso che non le sara’ sfuggito grazie all’ampio recente dibattito pubblico, che il vecchio porto di Pesaro si è recentemente insabbiato, mettendo almeno 80 imbarcazione a rischio;

Premesso che circa questo insabbiamento, vi sono degli aspetti decisamente atipici, inusuali e completamente diversi dal problema insabbiamento abituale delle bocche portuali, comune a tutte le infrastrutture marine;

Premesso che il porto di Pesaro si è insabbiato quindi non nella parte iniziale a mare, ma nella parte terminale, lontana oltre 400 mt dalla sua imboccatura, proprio sotto lo sfogo di un vecchio canale artificiale effluente del fiume foglia;

Premesso che un insabbiamento in tale tratto non si era mai verificato nella secolare storia del porto, si da far ricercare le cause, in qualche recente novità intervenuta;

Premesso che da indagini esperite dallo scrivente consigliere e da testimonianze popolari raccolte, sembra che la ditta che recentemente ha posizionato una turbina idroelettrica presso il vecchio mulino di Chiusa di Ginestreto, lungo il fiume Foglia, su concessione del consorzio bonifica Valle Foglia ( Ente regionale), nei suoi due anni di vita, non abbia mai aperto la saracinesca bassa appositamente realizzata per lasciar passare detriti e terre di piena.

Premesso che dopo 220 anni di funzionamento ininterrotto ed in equilibrio della chiusa di Ginestreto, il fiume oggi si presenta, come desumibile dalle foto allegate, nella seguente situazione:

A) il bottaccio della chiusa competamente riempito da ghiaie fluviali, si da aver occupato gli abituali 4 mt circa di riserva di acqua;
B) il fiume riempitosi per oltre 200 mt a monte della chiusa, con pianori fluviali di ghiaia mai esistiti prima, costretto a spostarsi a destra della sede abituale per oltre 20 mt;
C) la posta ciclabile appena costruita nel comune di Montelabbate, quasi competamente mangiata dal fiume, comunque interrotta e quindi inutilizzabile;
D) la balza sinistra a monte della chiusa, parzialmente sparita a causa di uno straripamento ove mai nella sua storia il fiume era straripato;
E) questa anomala esondazione, ha letteralmente mangiato un campo di terra e soprattutto limi, in quanto trattavasi di ex cava di ghiaia degli anni 70/80, trascinando a vale e quindi in mare, migliaia di Mc di limi;
F) questo straripamento anomalo, ha provocato la distruzione di parte di condotta idrica della valle del foglia, che impatterà violentemente sugli agricoltori della valle, nell’imminente stagione estiva, così come impatterà sempre sugli stessi agricoltori la mancata funzione idraulica del bottaccio, ridottasi di almeno l’80% della sua capacità idrica;

Considerato inoltre che il fosso del Vallato, effluente del fiume foglia, nasce proprio a valle della chiusa di Ginestreto, e’ verosimile pensare che tanto di quel limo sia finito nel porto a causa della cattiva gestione della chiusa;

Considerato che tale possibilità e’ stata certificata dall’Arpam di Pesaro, la quale ha dimostrato che i limi analizzati nella parte di porto in piena, sono gli stessi di quelli del fiume Foglia;

Considerato che la ditta che gestisce la turbina “de quo” è una ditta privata che con un appalto molto vantaggioso si è assicurata per 20 anni la gestione estremamente redditizia della centrale idroelettrica;

stante

quanto sopra pur nelle more di una valutazione finale, da redigesti da parte dell’Arpam regionale o dall’organismo che la giunta reputerà più opportuno

interroga la S.V. ILL.MA

per sapere come intende procedere la Regione Marche nei confronti del privato gestore, per il ripristino dei danni provocati alle seguenti infrastrutture:
– pista ciclabile fluviale di Montelabbate (suo ripristino)
– condotta idrica Val del Foglia (suo ripristino)
– insabbiamento parte finale del porto di Pesaro (suo ripristino)

per sapere come intende procedere la Regione Marche, al fine di scongiurare il ripetersi degli eventi segnalati.

da Luca Acacia Scarpetti
Consigliere regionale IDV

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Avvisi di pagamento del consorzio di bonifica: Ceriscioli batti un colpo.

Cambiamento” e “sburocratizzazione” sono state le parole simbolo della tua recente campana elettorale.  Tutti pensavo che fossero riferite al bene dei cittadini. Allora ci spieghi cosa è successo con  la  questione consorzi di bonifica?  Le migliaia di avvisi di pagamento in corso di inoltro a cittadini marchigiani, da parte del consorzio di bonifica, rappresentano l’esatto opposto di quanto da te amunciato in campagna elettorale. Il presupposto per richiedere un tributo (che non è un’imposta) ai proprietari di beni immobili, ribadito da decine e decine di sentenze di Commissione Tributaria e Cassazione (Corte di Cassazione con sentenza n° 4513 del 2009 – Cassazione Sezione Tributaria n° 8770 del 2009Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sez. X, con sentenza n. 57 del 19/4/2005 – Cass. sez. 1, 8/9/2004 n. 19509; Cass. sez. trib. 12/5/2003 n. 7240; Cass. S.U. n. 89 60/ 96; Cass. n. 7511/1993, CTR  Roma, sez. XXIX, sentenza n. 207 del 27/10/2009; CTR Perugia, sentenza n. 36/5/ 2007; CTP di Salerno, sez. XV, sentenza n.68 del 13/4/2005 – Cass. n. 905/ 2006 – Cass. sez. un.,14/10/1996, n. 8960 Cass., sez. trib., 29/09/2004, n. 19509 – CTR di Perugia, sez. 5, sentenza del 22/6/2005 n. 42 – Tribunale Bari, sez. II, 05/02/2007, n. 303 – Cass. Sez. Un. 14/5/2010 n. 11722 – CTP CE, sentenza n. 309/16/2009), è l’aver fornito un beneficio in termini di aumento o conservazione del valore del bene conteggiato, dimostrabile al contribuente. Non a caso la Regione Marche non lo chiedeva più da lustri. Gli avvisi di pagamento consorzistanno invece arrivando a tutti i proprietari di beni, che mai hanno avuto e mai avranno nella loro storia, un benché minimo vantaggio dall’attività dei consorzi di bonifica. Dopo l’IMU agricola ancora una “mazzata” alla più debole delle categorie, quella degli agricoltori. Eppure sarebbe bastato leggere semplicemente il codice civile Codice Civile, in particolare, per quanto interessa in questa sede, l’art.860 c.c. che stabilisce “I proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per la esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica”,  nonché nel RD 13/2/1933 n.. 15 che costituisce a tutt’oggi il riferimento principale definendo i principi generali sulla bonifica e sull’obbligo di contribuzione. In particolare l’art.59 del detto Decreto conferisce ai Consorzi il potere di imporre contributi ai proprietari degli immobili ricadenti nel comprensorio di competenza, da ripartire ancora una volta “in ragione dei benefici conseguiti per effetto delle opere di bonifica realizzate”. Il tutto con la subdola aggravante che la maggior parte di tali tributi consortili si aggirano su importi pari a euro 50,00 circa che difficilmente  consente ai cittadini di poter accedere singolarmente alla giustizia per gli elevati costi da sostenere che superano il tributo stesso. Io penso che questa cosa sia stata fatta a tua insaputa, e siccome quello che sta arrivando è, grazie al dilettantismo usato, il nulla non essendo stato notificato, hai tutto il tempo di intervenire e dimostrare che non scherzavi in campagna elettorale. Nel frattempo una comuncazione pratica ai cittadini. Quella che sta arrivando è una semplice lettera, non una notifica, non pagate.

Luca Acacia Scarpetti (vice segretario reg.le IDV)

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