Ciclabile alla baia: perchè nel prato e perchè sino a metà?

State tranquilli, le panchine della palla faranno la fine dei cordoli in cemento della statale, o delle fontane di P.le Collenuccio, P.le Matteotti, via Nazzario Sauro: spariranno alla chetichella. Il problema grosso, ovvero la grande occasione mancata, è la ciclabile della Baia. Intendiamoci, forse era giusto intervenire, dopo che la ciclabile esistente in via Lungofoglia costata un miliardo di lire a fine anni ’90, finiva nella strettoia di via Parigi.
L’ intervento logico era uno: prolungarla “tirando dritto”, in maniera parallela alla strada, sino al parcheggio asfaltato della Baia ove poi la strada si allarga nuovamente. La prima parte del lavoro fatto è quindi condivisibile. Perché poi aver violato il prato esistente? Fatta quindi la scelta di violare il prato, che senso ha avuto essersi fermati in mezzo al “campo di marte” e non aver proseguito sino alla strada soprastante? Come non aver avuto la sensibilità di usare legno invece del cemento in un contesto ambientale del genere? Perché, visto che si è mangiato mezzo prato, non crederci sino in fondo e non ricongiungersi a viale Varsavia? La ciclabile avrebbe avuto un senso compiuto!
Una volta il prestigio e la forza di una comunità la si misurava anche dall’ampiezza e dalla bellezza delle piazze e degli agorà. Come non pensare al fatto di aver ulteriormente ridotto le dimensioni di un piazzale in riva al mare, con una prospettiva unica, si da diminuire ciclabile baia - Copiadrasticamente la capacità di ospitare eventi e “affollare” inutilmente un paesaggio stupendo, snaturando anche la sua storia?
Destinati ad essere gestiti da approssimativi e dilettanti (si partì almeno dal sindaco “demolitore” Tombesi), assistiamo impotenti a come si stanno bruciando i 30 mln di Euro piovuti dal cielo, in un fango di mediocrità. Pesaro meritava qualcosa di meglio ma il problema è sempre quello: far suonare una brava orchestra è facile, dirigerla è qualcosa di più complicato. Troppo per questa generazione.

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PALLA: POLTRONE E DIVANI? NO GRAZIE!

IMG_0883Figuriamoci se uno come Matteo lascia la decisione finale ai tecnici, non ci credo neanche sotto tortura. È facile oggi scaricare la colpa sui tecnici, come è facile far suonare la musica di Rossini agli allievi del conservatorio o mettere in moto una vecchia e gloriosa moto Benelli. Basta però che la vita chieda di posizionare un mattone, e iniziano le magagne. Sono queste le nuove generazioni, i Renzi’s boys, quelli del tutto subito e per sempre. Dominano la scena con l’arroganza, con la disperazione del nulla camuffato a festa, di chi si gioca l’ultima spiaggia sapendo di non avere alternative. E via con voto di scambio, promesse, minacce velate, “avvocati di Stato” e un fiume di comunicazione. Amministrare dovrebbe essere qualcosa di umile, equilibrato, serio, volto a scelte durature ed efficaci. La cosa pubblica non è una ditta che produce magliette da tennis. La comunicazione dovrebbero farla i cittadini sulle cose viste, non il contrario. Penso che quando costruirono il teatro Rossini o il palazzo Ducale o il vecchio Kursall, non ci fu neanche mezza critica. A chi segnala che il progetto della palla manca di verde e alberi, ricordo che sino a pochi mesi fa in quel luogo c’erano anche alberi e fiori. Ecco quindi prendere sempre più forza la proposta fatta ben prima dell’inizio dei lavori, di spendere quei soldi per fare una terrazza sul mare, che sarebbe stata con quei soldi almeno di 500 mq; una pista da ballo perfetta in armonia con il resto. Se a Siena una polemica del genere non ci sarebbe mai stata, non è colpa dei pesaresi polemici, ma merito della sensibilità di altri amministratori. Salvare il salvabile è il compito morale di tutti. Chiedo quindi pubblicamente al mio sindaco, di cominciare una gestione più sobria, efficace e lungimirante, magari comprando una bella statua, ove un vecchio saggio con un libro aperto, insegna qualcosa ad un giovane; il futuro è nelle loro mani. Grazie Matteo.
Luca Acacia Scarpetti

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BALDUCCI SI è DIMESSO DA PRESIDENTE DEL PARCO; ECCO IL RESOCONTO. Ti sei impegnato molto, ma non vincerai. In meno di un mandato sei riuscito a cacciare un bravissimo direttore con la scusa di mettere un giovane disoccupato (delibera votata), mentre hai mantenuto prima un direttore del comune in comando con ulteriore retribuzione, poi un dirigente in pensione come quello cacciato. Hai cancellato la metà dei sentieri già aperti, hai distrutto la speranza di farne di nuovi, hai collaborato alla distruzione della strada che portava alla spiaggia di Casteldimezzo franata pochi giorni dopo la realizzazione della staccionata (a cosa serviva?). Hai tenuto il parco 4 anni senza piantine, hai speso soldi per studi in mare mentre il parco finisce in terra, hai tolto foto di bambini, parroci e sindaco, cancellato nomi e riferimenti del passato come in una sorta di nuova sacra inquisizione, hai presentato querce secolari mentre in verità erano pini, hai chiuso un “prato pascolo” bellissimo, hai abbandonato un centro di cattura e inanellamento di fama mondiale, hai cancellato la storia della iniziative del parco eliminando tutte le foto dal sito, hai violato quotidianamente la legge da oltre tre anni omettendo di pubblicare qualsiasi atto amministrativo adottato dall’ente parco. E’ un obbligo di legge sanzionabile e penso che sia stato l’unico ente in Italia a condurre tale pratica. Hai tenuto aperto un bando per assegnare (sondando l’interesse ora vincolante), un terreno e la conseguente autorizzazione al commercio ambulante (facendo le scarpe al “Furgoncino”), 9 giorni. Il bando piu’ “bluff” della storia italiana. Hai permesso nel silenzio generale l’enorme cementificazione del campetto della baia, togliendo anche l’uso a parcheggio che si faceva nel periodo estivo. Hai speso soldi per certificare il nulla, ma non vincerai la battaglia del peggior amministratore della storia di Pesaro. È annunciato l’arrivo di una delegazione di “Unni”. Quelli che festeggiano capodanno nelle sedi del comune senza pudore, quelli che ricoprono già due cariche illegittime (le circoscrizioni a Pesaro sono illegittime e la comunità del parco senza la maggior parte dei componenti residenti, altrettanto). Sei stato torbido, e ti sei impegnato tanto, ma il bello sta arrivando: gli accordi, no i meriti, valgono più di ogni cittadino! Non v’e’ dubbio che gli accordi politici vanno fatti e mantenuti, il problema e’ con chi farli e alle spalle di chi. Ne vedremo delle belle! Luca Acacia Scarpetti

casteldimezzo FRANA

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QUESTA NON È POLITICA, QUESTA È CATTIVERIA, PREPOTENZA, IGNORANZA, SFREGIO VERSO GLI ITALIANI: INDURRE ALL’ASTENSIONE È REATO! VERGOGNATEVI PRESIDENTI! Per il referendum di domenica, il ns presidente del consiglio, l’ex presidente della Repubblica, e tanti altri paggi del potere, hanno indotto all’astensione. Indurre all’astensione, in Italia, è un reato in quanto viola l’articolo 98 del TU legge elettorale e l’ articolo 48 della Costituzione (ecco gli articoli). Legge 361 del 1957 e modifiche: il Testo Unico delle Leggi Elettorali LEGGE ELETTORALE – ART. 98 [ T.U. DELLE LEGGI ELETTORALI; TITOLO VII ] Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000 Articolo 48 Costituzione Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge [cfr. artt. XII c. 2 , XIII c. 1].

napolitano

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SCANDALI NELLA SANITA’? ECCO LA “RICETTA”: O CON IL PUBBLICO, O CON IL PRIVATO!

scandali sanita

Stanno emergendo di continuo scandali nella sanità, non solo legati alla fornitura di merce e materiali (la classica mazzetta), ma legati anche e soprattutto all’attività privata svolta dai medici all’interno delle strutture pubbliche, con conseguenze nefaste per i cittadini pazienti. Per risolvere tutti questi problemi, basterebbe una legge di tre righe, per trattare i medici Italiani come il resto dei medici Europei, che dicesse:

– ai medici dipendenti del servizio sanitario pubblico, è aumentato il compenso a decorrere dal 1 gennaio 2017 di mille euro/mese. Agli stessi è fatto divieto esercitare la libera professione.

Luca Acacia Scarpetti

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LEGITTIMA DIFESA: ne vorremmo una vera, non a favore dei ladri!

pistola legittima difesaDa lunedì 4 aprile, per 30 giorni, recandosi presso la segreteria del comune di Pesaro (I° piano P.zza del Popolo), sarà possibile firmare la raccolta di sottoscrizioni,  per nuova legge ad iniziativa popolare (50.000 firme), per rendere la legittima difesa dentro le mura domestica, vera legittima difesa dei residenti, e non una trappola per i cittadini in balia dei ladri anche dopo i furti subiti. Lungi dal voler essere e difendere “i giustizieri a tutti i costi”, ritengo che il concetto e l’applicazione della legittima difesa in Italia sia una veramente una “falla” del ns ordinamento. Faccio un esempio: ti entrano in casa nottetempo tre energumeni armati di bastoni e coltelli, ti stuprano i familiari, ti rubano tutto, caso mai avessi un’arma e la usassi, “passi dalla parte del torto” perchè la difesa (tua e in casa tua), è sproporzionata rispetto all’offesa (i ladri non avevano l’arma). Buona firma, a presto, luca!

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QUALCOSA CHE RIMANGA NEL TEMPO.

Nbacheche carlinoNella nostra epoca moderna in cui tutto passa alla velocità della luce, in cui si vive di annunci, reclame, dichiarazioni dette e contraddette, di finzioni e illazioni, mi piace aver  pensato a qualcosa che possa rimanere per più di “un giorno”!

L’Associazione Culturale Amici del San Bartolo ha elaborato tre diversi testi e ricostruzioni grafiche per le  bacheche storiche, già “piantate” in loco. Ecco la presentazione. Seguiranno le singole “storie”!

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Vi auguro serene festività, con l’anteprima della copertina di quella che potrebbe essere una prossima pubblicazione. Anni di lavoro per comporre 300 pagine di storie, racconti, aneddoti, foto e ricerche. A presto.

copertinasolofronte

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QUANTE BALLE SUI PARCHI NATURALI.

Non credo che il governatore Ceriscioli chiuderà i parchi delle Marche; sarebbe la prima volta in Italia.
Sono le solite voci di borgata tendenti a mantenere il lauto nulla che troppo spesso ammanta le questioni ambientaliste.
Quello che dovrebbe fare Ceriscioli per  gli Enti Parco, è fare quello che è stato fatto per l’IACP e per l’ERSU, o quello che la maggior parte delle Regioni ha fatto per i propri parchi, ovvero nominare subito un commissario regionale e correre a costituire con legge un direttivo unico regionale per tutti i parchi marchigiani. In verità questo tentativo fu fatto in consiglio regionale nel 2011, ma la proposta (mia) venne bocciata dall’aula con 13 voti favorevoli e 15 contrari.
Se si andasse a spulciare e verificare le spese effettuate in alcuni parchi delle Marche, si troverebbe un concentrato di inefficienza e sperperi inimmaginabile.
Unificare la guida dei parchi marchigiani, permetterebbe economie di scala ragguardevoli, lasciando inalterate le risorse concretamente impegnate per fare bio diversità e sviluppare la fruibilità sostenibile: l’unica ragione d’esistere delle aree protette.
Si toglierebbero solo zavorre, sprechi e clientelismi passati. Qualche esempio? Si sono spesi soldi per studiare vitigni privati, ricerche in mare e divulgazioni delle stesse benchè siano parchi terrestri, studi faunistici sul nulla, commissionati e pagati due volte.
Solo entrando nel merito e sulla qualità delle persone, il taglio di bilancio alle aree protette sarà completamente impercettibile per i cittadini e turisti. Buon lavoro Ceriscioli.

Luca Acacia Scarpetti

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Questa volta ci sono arrivato prima del buon Antonio, mi faccio i complimenti da solo: è stato violato l’articolo 47 della Costituzione con il decreto salva banche. Anche su un altro aspetto sono arrivato prima. Renzi vuole smuovere quella enorme massa di denaro che c’è nelle banche, il denaro del risparmio privato! Altrochè il 6 x mille del governo Amato nel 1994. Prepariamoci a ballare la rumba!

Mani in alto, questa è una rapina (legalizzata)

Verificare chi come quando e perché speculerà sui crediti deteriorati delle banche ‘salvate’? Impossibile. Il segreto tutela la distruzione del risparmio italiano.

Nel marzo scorso, il governatore della BCE Mario Draghi dichiarò: «l’Italia ha 750 banche […] Ogni CdA costa una certa cifra e tutto questo sistema è molto costoso […] Capite che l’argomento per un consolidamento del sistema bancario italiano è forte». Insomma, ci sono troppe banche nel nostro paese. Bisogna semplificare con acquisizioni e fusioni. In parole povere: i pesci grandi devono mangiare i pesci piccoli.

Alcuni giorni fa il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto che bisogna: «Tornare a smuovere quella enorme massa di denaro che c’è, il denaro del risparmio privato». L’Italia ha un altissimo debito pubblico ma anche un altissimo risparmio privato. Ora basta fare le formiche anche se di doman non c’è certezza.

Con queste due coordinate va letto e compreso nel profondo il decreto emanato dal Governo lo scorso 22 novembre, cosiddetto “salva-banche”, che ha sancito una piccola rivoluzione. Per la prima volta in Italia, e prima dell’entrata in vigore della normativa europea conosciuta come bail-in dal 1° gennaio 2016, al salvataggio di banche in crisi non concorre lo Stato con soldi pubblici ma il sistema bancario e i risparmiatori in possesso di titoli delle banche in oggetto, nello specifico azioni e obbligazioni subordinate.

Così, quattro piccole o medio-piccole banche italiane territoriali, Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, da tempo in crisi e commissariate da Banca d’Italia, hanno visto trasformare il proprio destino in un quarto d’ora (tanto è durato il Consiglio dei Ministri) di una domenica pomeriggio. (dal profilo fb di Antonio Di Pietro)

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